Attività

  • Volantino finale progetto CORE-SAVE
  • Realizzazione operativa della Rete di centri di ricerca, pubblici e privati, in  stretta sinergia funzionale e strategica, collegati in modo operativo con aziende agricole-partner che fungono da moltiplicatori di semente

Il primo nucleo della Rete di salvaguardia delle risorse genetiche ritenute importanti per le comunità rurali locali ed a rischio di erosione genetica è costituito dai partner del progetto, con possibilità di ampliamento ad enti di ricerca e/o aziende del territorio lombardo, potenzialmente interessati.

  • Definizione di almeno 10 varietà locali da trattare

Sulla base delle attuali conoscenza a disposizione, si cerca di selezionare varietà di maggiore interesse agricolo o di cui si dispongono pochi dati, nonostante l’interesse anche economico.

  • Corretta caratterizzazione genetica e individuazione di almeno 3 entità tra quelle trattate per la produzione di semente
    • Fase 1 – studio morfologico e molecolare della variabilità e della struttura genetica e sua variabilità anche territoriale e inbreeding di landrace (mais rostrati) coltivate in situ ed ex situ. Lo scopo è quello, oltre ad una caratterizzazione generale, di valutare l’introgressione di materiale genetico esogeno nella varietà moltiplicata in situ rispetto alla controparte, con prelievi da varie aree ed aziende ad es. in provincia di Sondrio e in particolare Valchiavenna.
    • Fase 2 – caratterizzazione molecolare mediante marcatori SNPs/NGS delle landrace di frumento e orzo, zucca da inverno, fagiolo borlotto e affini.
  • Predisposizione di prove di sanificazione delle sementi su almeno 3 varietà trattate nel progetto e stoccaggio delle sementi salubri in banca semi

Per ottenere semente di qualità, ai fini della rigenerazione in purezza del materiale genetico conservato presso le banche del germoplasma della Rete, sono previste azioni mirate su insetti e funghi patogeni, che prevedono valutazioni/ispezioni e test mirati a valutare l’annientamento dell’infestazione mediante il processo di disidratazione e stoccaggio.

  • Conservazione ex situ delle sementi

Durante l’intera durata del progetto sarà effettuata la caratterizzazione e conservazione a lungo termine dei semi, secondo specifici protocolli standard internazionali in tema di conservazione ex situ del germoplasma: pulizia, caratterizzazione, disidratazione (drying room: 15°C e 15% umidità relativa), congelamento (a -18°C).

Dopo una prima permanenza nei freezer in stato di congelamento, di almeno un mese, i semi vengono scongelati e testati su un campione significativo, al fine di verificarne sperimentalmente la vitalità e/o longevità e quindi l’effettiva conservabilità.

  • Workshop informativi per potenziali “agricoltori custodi”

Verrà organizzata una serie di 3 workshop informativi a livello regionale per i potenziali “agricoltori custodi”delle varietà tradizionali locali, che aspirano a diventare “nodi” della Rete e ad usufruire dei servizi dell’HUB. Oltre che alle aziende agricole, tali interventi saranno aperti anche ai tecnici agronomi.

PRIMO WORKSHOP DIVULGATIVO – 22 MAGGIO 2020, 18.30-22.30 – TEMA: “CONOSCENZE E STRUMENTI NORMATIVI PER LA CONSERVAZIONE DELLE VARIETÀ LOCALI

Riguarda le presentazioni dei relatori:

Scarica le diapositive delle presentazioni:

  • Pubblicazioni divulgative
    • leaflet di inizio progetto
    • leaflet sugli obiettivi raggiunti e i risultati ottenuti, che sarà distribuito a fine progetto
    • sito web dedicato al progetto e/o una pagina web dedicata sul sito istituzionale del Capofila ed eventualmente nel portale dei partner scientifici
    • pubblicazione divulgativa a livello regionale sulle attività svolte nell’ambito del progetto, che consenta di fare il punto sui risultati ottenuti (entro la fine del progetto).
  • Convegno finale a carattere divulgativo

Il convegno sarà aperto non solo agli agricoltori, ma anche al pubblico generico interessato, al fine di promuovere la Rete e le sue attività di salvaguardia delle risorse fitogenetiche. L’evento, di ampiezza regionale, sarà tenuto a Pavia in sede ancora da definire (Aula Magna dell’Università di Pavia, Aula A Orto Botanico) ed interesserà un pubblico stimato di 70 uditori. Durante la manifestazione verranno presentate anche le tematiche oggetto dei workshop in chiave prettamente divulgativa.

La durata dell’evento è prevista dalle ore 9.00 alle ore 16.00.

  • Mostra sulle antiche varietà tradizionali locali lombarde

La mostra “Antiche cultivar agricole locali (landrace)”, viene organizzata a fine settembre di ogni anno in occasione dell’apertura domenicale dell’Orto Botanico di Pavia (Università di Pavia-DSTA), al fine di far conoscere ed eventualmente degustare molti prodotti orticoli e agricoli locali lombardi. Sarà inoltre possibile vedere le aiuole dimostrative site nell’Orto Botanico dell’Università di Pavia(impiantate con il progetto VCLR PSR Misura 124) in cui crescono antiche varietà lombarde e si potrà visitare la Banca del Germoplasma vegetale dell’Università di Pavia. Questo evento è rivolto sia agli agricoltori e agli altri operatori del settore,sia al pubblico generico dei consumatori, interessato alla conservazione delle varietà tradizionali lombarde e al loro utilizzo in ambito alimentare.

Manifestazioni di questo tipo sono state già organizzate nei passati quattro anni con affluenze attestate di oltre 1500 visitatori e 10 espositori.

L’evento sarà ad orario continuato dalle ore 10.00 fino alle ore 18.00. Saranno allestiti differenti stand sia all’interno del chiostro dell’Orto Botanico, sia nell’Orto stesso, curate dal personale afferente al DSTA, sia dipendente che appositamente reclutato per il progetto.

Tale evento è stato dedicato nel 2019 al lancio e pubblicizzazione del presente progetto.

  • Promozione e pubblicizzazione dei risultati

Le azioni di progetto ed i risultati raggiunti saranno pubblicizzati a livello regionale, sia attraverso le pubblicazioni previste, che attraverso i portali web del Capofila ed eventualmente dei partner.

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